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Diagnosi: TAC vs PET

 - Prof. Francesco Di Costanzo,

In campo oncologico, TC (Tomografia Computerizzata) e PET (Tomografia a Emissione di Positroni) sono strumenti diagnostici fondamentali per la valutazione e gestione dei pazienti con tumori.

  • TC (Tomografia Computerizzata): La TC utilizza raggi X per ottenere immagini dettagliate delle strutture anatomiche del corpo. In oncologia, viene impiegata per identificare la presenza di masse tumorali, determinare le loro dimensioni, localizzazione e l'eventuale coinvolgimento di organi o linfonodi. Inoltre, la TC è essenziale per la stadiazione del tumore, la pianificazione di interventi chirurgici o trattamenti radioterapici, e il monitoraggio della risposta alla terapia.

  • PET (Tomografia a Emissione di Positroni): La PET sfrutta un tracciante radioattivo (solitamente il glucosio marcato con 18F, chiamato FDG) per rilevare l'attività metabolica delle cellule. Le cellule tumorali, essendo più attive rispetto a quelle normali, accumulano più tracciante, permettendo alla PET di evidenziare anche lesioni tumorali piccole o non rilevabili con altre tecniche. La PET è particolarmente utile per valutare la diffusione metastatica, la stadiazione e la rilevazione di recidive, così come per monitorare la risposta al trattamento, soprattutto nei casi di tumori ad alta attività metabolica.

L'uso combinato di TC e PET (PET-TC) fornisce informazioni sia anatomiche che funzionali, migliorando la precisione nella diagnosi, stadiazione e gestione terapeutica dei pazienti oncologici.

In campo oncologico, TC (Tomografia Computerizzata) e PET (Tomografia a Emissione di Positroni) sono strumenti diagnostici fondamentali per la valutazione e gestione dei pazienti con tumori.

  • TC (Tomografia Computerizzata): La TC utilizza raggi X per ottenere immagini dettagliate delle strutture anatomiche del corpo. In oncologia, viene impiegata per identificare la presenza di masse tumorali, determinare le loro dimensioni, localizzazione e l'eventuale coinvolgimento di organi o linfonodi. Inoltre, la TC è essenziale per la stadiazione del tumore, la pianificazione di interventi chirurgici o trattamenti radioterapici, e il monitoraggio della risposta alla terapia.

  • PET (Tomografia a Emissione di Positroni): La PET sfrutta un tracciante radioattivo (solitamente il glucosio marcato con 18F, chiamato FDG) per rilevare l'attività metabolica delle cellule. Le cellule tumorali, essendo più attive rispetto a quelle normali, accumulano più tracciante, permettendo alla PET di evidenziare anche lesioni tumorali piccole o non rilevabili con altre tecniche. La PET è particolarmente utile per valutare la diffusione metastatica, la stadiazione e la rilevazione di recidive, così come per monitorare la risposta al trattamento, soprattutto nei casi di tumori ad alta attività metabolica.

L'uso combinato di TC e PET (PET-TC) fornisce informazioni sia anatomiche che funzionali, migliorando la precisione nella diagnosi, stadiazione e gestione terapeutica dei pazienti oncologici.

Ca Mammella: ECO o Mammo o Tomosintesi o RM

Ca Mammella: ECO o Mammo o Tomosintesi o RM - Prof. Francesco Di Costanzo,

Nella diagnosi del carcinoma della mammella, ciascuna modalità diagnostica ha un ruolo specifico, a seconda delle caratteristiche del paziente e del sospetto clinico. Ecco una panoramica delle varie tecniche:

  1. Mammografia:

    • È l'esame di prima linea per la diagnosi e lo screening del carcinoma mammario, soprattutto nelle donne di età superiore ai 40 anni. Utilizza raggi X per identificare masse, microcalcificazioni o altre anomalie del tessuto mammario. Tuttavia, può avere una sensibilità ridotta in donne con seno denso.
  2.  Tomosintesi mammaria:
    • È una variante avanzata della mammografia (nota come mammografia 3D) che acquisisce immagini tridimensionali del seno. È particolarmente utile per rilevare tumori in pazienti con seno denso, riducendo la sovrapposizione dei tessuti che può mascherare le lesioni, aumentando la sensibilità diagnostica rispetto alla mammografia convenzionale.
  3.  Ecografia mammaria:
    • Spesso utilizzata come complemento alla mammografia, soprattutto nelle donne con seno denso o per caratterizzare meglio lesioni sospette viste alla mammografia. L'ecografia è utile per distinguere tra lesioni solide e cistiche e per guidare biopsie mirate. Può essere utilizzata anche in pazienti giovani, in gravidanza o con seni densi.
  4.  Risonanza Magnetica (RM):
    • La RM della mammella è l'esame più sensibile, indicato in pazienti ad alto rischio (mutazioni BRCA, storia familiare), per la valutazione dell'estensione della malattia (tumori multicentrici o bilaterali), o per monitorare la risposta alla terapia neoadiuvante. Viene utilizzata anche quando gli altri esami risultano inconcludenti o per la sorveglianza post-operatoria in casi complessi. La RM impiega un mezzo di contrasto per valutare il comportamento vascolare delle lesioni.

Sequenza d'uso:

  • Mammografia è la prima scelta per lo screening e la diagnosi nelle donne di età superiore ai 40 anni.
  • Tomosintesi è preferibile per una migliore valutazione in caso di seno denso o per ridurre i falsi positivi.
  • Ecografia viene utilizzata in combinazione con la mammografia, soprattutto in seni densi o per caratterizzare lesioni sospette.
  • RM è riservata a pazienti ad alto rischio, per la valutazione pre-operatoria o quando gli altri esami non forniscono risultati definitivi.

L'uso di ciascun esame è personalizzato in base al profilo di rischio della paziente, età, densità mammaria e specifiche indicazioni cliniche.

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